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La pietà popolare …e gli Ex voto

Quanto abbiamo bisogno dei Santuari nel cammino quotidiano che la Chiesa compie!
Sono il luogo dove il nostro popolo più volentieri si raccoglie per esprimere la propria fede nella semplicità, e secondo le varie tradizioni che sono state apprese fin dall’infanzia. Per molti versi, i nostri Santuari sono insostituibili perché mantengono viva la pietà popolare, arricchendola di una formazione catechetica che sostiene e rafforza la fede e alimentando al tempo stesso la testimonianza della carità. Questo è molto importante: mantenere viva la pietà popolare e non dimenticare quel gioiello che è il numero 48 della Evangelii nuntiandi, dove San Paolo VI ha cambiato il nome da “religiosità popolare” a “pietà popolare”. È un gioiello. Quella è l’ispirazione della pietà popolare che, come disse una volta un vescovo italiano, “è il sistema immunitario della Chiesa”. Ci salva da tante cose.
Dal discorso di Papa Francesco ai Rettori dei Santuari a Roma, il 29 novembre del 2018

…e gli Ex voto

Parte integrante del patrimonio storico-culturale-devozionale del Santuario, sono gli EX-VOTO che numerosi devoti e semplici fedeli hanno lasciato a perenne ricordo della grazia ricevuta per intercessione della Madonna del Pozzo.
Una sala è adibita per la raccolta e la mostra di tutti gli ex-voto che pellegrini, fedeli e soprattutto miracolati per intercessione della Madonna del Pozzo, hanno voluto lasciarci a testimonianza della grazia personale o indiretta ricevuta.

La prima parte della sala testimonia gli episodi più antichi che affondano le loro radici al XVIII secolo: curioso è verificare come questi segni seguano il percorso e lo sviluppo dell’arte negli anni.
Infatti, dalle prime tavole dipinte e dalle tele ad olio, i materiali in mostra raggiungono stili diversi a motivo del dettame dei tempi, sino a raggiungere nel nostro percorso, ex-voto su carta e cartoncino;
originali disegni realizzati con stoffa, paiettes, stras e tulle; fotografie prima in bianco e nero e poi a colori; immagine e fotomontaggi; abiti da ricevimento e da sposa antichi e moderni; riproduzioni anatomiche di alcune parti del corpo (quelle su cui il devoto ha ottenuto la guarigione) prima realizzate con stampi in cera sino alle odierne in argento e altri metalli preziosi; protesi ormai donate a questo “museo della devozione e del ringraziamento” perché non più necessarie:

“Vergine Maria,
mi hai esaudito!
Accetta questi oggetti
come testimonianza
del mio amore per te
e della mia fede
in Gesù Salvatore!”

A devozione di Giuseppe Campobasso, V.F.G.A.; XVIII secolo

A devozione di Pasquale Di Palma; 1814.

Scrosciò un fulmine mentre i frati stavano in coro a recitare l’officio. A devozione di un religioso; Capurso, 31 maggio 1829.

Stella Fanelli ringrazia per la guarigione di una ragazza che giaceva sulla culla di morte; 17 giugno 1855.

Per grazia ricevuta da Giovanni Mariella di V.zo; Capurso, 20 luglio 1911.

A devozione di Sebastiano Farello di Bitetto, miracolato nel Eire Canal – Rome New York; 27 aprile 1916.

Obolo alla S. Vergine del Pozzo dei soldati del Circondario di Bari, combattenti nel 260° Reggimento Fanteria; 1917.

Per grazia ricevuta dalla bambina Pasqualina De Feudis; Bisceglie 1935.

Autista Renna Giuseppe di F.sco per grazia ottenuta in Cirenaica; 12/1941.

Il piccolo Ferrara Pinuccio di Michele fu tratto salvo da un pozzo pieno d’acqua; Triggiano, 7 agosto 1951.

Per ringraziamento dalla Sig.ra Giuseppa Fedele; Massafra, 27 maggio 1958.

La piccola Maria D’Errico guarita da S. Maria del Pozzo; Cisternino, 22 gennaio 1964.

“Vera effige miracolosa B.V. del Pozzo di Capurso”, pergamena trovata in Austria e donata al Santuario dalla sig.ra Carmen Simone Palasciano nel dicembre 2000.

Ombrello processionale, simbolo dell’affiliazione della nostra Reale Basilica con la Pontificia Basilica Lateranense.

Campanello professionale, simbolo dell’affiliazione del nostro santuario alla basilica pontificia lateranense.